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IL POTERE. Chi comanda in Italia?

150 anni sono passati dall'Unità d'Italia e dall'idea di Nazione dei Mazzini, dei Cavour, di Garibaldi, di Vittorio Emanuele e di tutti gli altri protagonisti del nostro Risorgimento.
Nel frattempo abbiamo vissuto nel buio della dittatura fascista e degli orrori della guerra fino al riscatto, con la Resistenza e l'affermazione della Repubblica.
I nostri Padri costituenti, per evitare il ripetersi dei disastri da poco superati, avevano previsto il “bilanciamento” dei Poteri (Legislativo, Esecutivo e Giudiziario) come antidoto a rigurgiti di pulsioni autoritarie...



appunti / interventi, proposte, dibattiti, saggi

I 64mila di Mantova e i 50 di Conversano

roberto ippolito

Amedeo Angelica Angelo Anna Antonella Antonio e… E un’infinità di altri. Tutti lì: a Mantova per gustare il Festivaletteratura. Sono 64mila i biglietti venduti. Quindi 64mila volte qualcuno siede per assistere a un incontro, da mercoledì 7 a domenica 11 settembre, dopo il pagamento del biglietto.

Circostanza più unica che rara dal momento che le presentazioni di libri sono normalmente a ingresso libero. Ma nell’Italia dei tagli alla cultura in tanti non tagliano le proprie spese per la cultura. Anzi tirano fuori i soldi dalle tasche per ascoltare un autore, una storia, un punto di vista...

diario  |  appunti  |  settembre  2011


appunti / interventi, proposte, dibattiti, saggi

Le Inchieste sul Potere in ricordo di Peppe D'Avanzo

filippo giannuzzi

Per me, affezionato lettore medio, (ma credo di poter parlare a nome di qualche altro migliaio di persone) comprare La Repubblica ogni giorno dall'edicola e sfogliarla davanti al caffè è un atto di amore e soprattutto di fiducia.

Un rapido sguardo ai titoli e poi si cerca subito il giornalista preferito. Ognuno di noi ha quei due, tre giornalisti preferiti, con i loro pezzi, le rubriche, gli editoriali, le interviste. Si sta come in famiglia o, se si vuole,  come con i cari amici a tavola.

D'Avanzo, e so di dire una cosa condivisa da tanti, era per me uno di quelli. Come lo è stato Berselli.

Assoluti mostri sacri. Da seguire sempre, perchè sempre avanti rispetto a noi tutti...

diario  |  appunti  |  9 settembre  2011


quella volta c'ero/11 settembre 2011,piazza castello

Viki che voleva andare a scuola

isabella lorusso

Dopo l’appassionante racconto di ieri, Gatti ha regalato ai bambini e non solo presenti in Piazza Castello, un’altra toccante storia. Una storia di immigrazione, di clandestinità, di voglia di riscatto sociale e di diritti da parte di una famiglia albanese e in particolare di un bambino, Viki, intelligentissimo e volenteroso. Una storia vera, di gente venuta da una terra povera, vissuta a lungo sotto dittatura. E che nonostante sia uscita da questo periodo versa in condizioni disastrose e di miseria. E così la gente è costretta a lasciare la casa, gli affetti e la propria terra. Il libro racconta la storia di Viki, Brunilda e sua madre che affrontano il viaggio in un barcone dall’Albania alla Puglia e poi su fino a Milano per raggiungere il padre.

diario  |  quella volta c'ero  | 11 settembre  2011


quella volta c'ero/10 settembre 2011, pinacoteca-sale del finoglio

Le vie del potere: l'antistato

isabella lorusso

Continuando con la serie d’incontri dedicate alle vie attraverso cui il potere si afferma, il Festival oggi si è occupato di mafia, con l’intervento di Alessandra Dino, docente di sociologia giuridica, della devianza e del mutamento sociale presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Palermo. Dal lungo excursus di vicende giudiziarie che la nostra ospite ha fatto è venuto fuori uno dei tanti aspetti oscuri del potere e della storia d’Italia, inevitabilmente legata alla storia e all’evolversi del fenomeno mafioso. Tante stragi irrisolte, sulle quali aleggiano interrogativi a cui storici, giudici e sociologi non riescono a dare una risposta. Il ruolo di Cosa Nostra nella politica è stato rilevante, indubbiamente. È una macchia di cui non possiamo liberarci facilmente. All’azione di Cosa Nostra si è aggiunta la frequente tendenza dei potenti a delinquere, permettendo il mantenimento del torbido rapporto tra Cosa Nostra e lo Stato italiano. E così la mafia ha avuto la possibilità di saccheggiare il territorio italiano, di lucrare con attività lecite e illecite, favorita anche da una progressiva erosione dello Stato sovrano e da una letale crisi della democrazia. Facendo in modo che si creasse un “antistato, nell’involucro vuoto dello Stato ‘ufficiale’”...

diario  |  quella volta c'ero  | 10 settembre  2011


quella volta c'ero/9 settembre 2011, chiostro san benedetto

Il cuore di Chisciotte

alessia sciannamblo

Ieri sera, il chiostro di San Benedetto si è animato di colori, poesie e musica grazie alla straordinaria abilità di Gek Tessaro e alla sua lavagna “magica”.  Davanti ad un pubblico incantato e, potremmo dire, estasiato, lo scrittore e illustratore si è prodotto in una serie di prodigi nella suggestione data dal buio. Disegnando su una lavagna luminosa , al contrario e usando entrambe le mani, con pennarelli, acrilici, sabbia, gocce di colore, pennelli, ha raccontato la poetica storia di Don Chisciotte realizzando bizzarre e divertenti scenografie...

diario  |  quella volta c'ero  | 9 settembre  2011